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29/06/2008

DAVIDE DELLE CESE, VIVA MEMORIA A 70 ANNI DALLA MORTE

Tra memoria e passione. Dopo settant’anni le soavi note della tradizione bitontina continuano ancora ad emozionare, a far vibrare le più intime corde di molti cuori e non solo di pochi estimatori. Nel settantesimo anniversario della sua morte, infatti, il maestro Davide delle Cese, bitontino d’adozione, continua a far parlare di sé, della sua arte, del suo talento, rendendo Bitonto orgogliosa di aver ospitato tra le sue mura un artista di tal fatta.

Per celebrare l’anniversario della sua morte, infatti, l’Associazione Culturale MusicaleDavide delle Cese”, nata dalla passione e dall’entusiasmo di un gruppo di ragazzi innamorati della musica e della tradizione, ha organizzato una cerimonia di commemorazione nel pomeriggio del 1 luglio, alle ore 18.00 al Cimitero di Bitonto. L'evento vanta il patrocinio di Regione Puglia, Provincia di Bari e Provincia di Frosinone, Comune di Bitonto e Comune di Pontecorvo.

Nei pressi della Cappella di San Filippo Neri, dove riposano le spoglie mortali del Maestro pontecorvino, due celebri marce funerbi composte proprio da Delle Cese saranno interpretate dal complesso bandistico intitolatogli. Al termine della performance, una corona di fiori verrà deposta sulla tomba.

L’evento si inserisce in un articolato percorso che l’Associazione ha realizzato a partire da marzo e che ha visto la realtà protagonista persino di un interessante gemellaggio - il 6 aprile scorso - con l’omonima associazione con sede a Pontecorvo, città natale del Maestro. In quella occasione, i due complessi bandistici si sono esibiti in un concerto tra le vie della nostra città, eseguendo in particolare la famosa marcia “Inglesina”.

L’intento dell’associazione “D. delle Cese” è quello di avvicinare la gente e, soprattutto, i giovani, a questo tipo di musica, decisamente poco commerciale, ma che sa di Bitonto, sa di tradizione, sa di storia. Una musica che aiuta a riscoprire le nostre origini, il nostro passato, per poter vivere più consapevolmente il presente e, in particolar modo, il futuro.

Comunicato del 28 giugno

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